Edizione 2025

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TRIENNIO 2025-2027

TEMA ANNUALITA' 2025 : KRONOS

La cultura contemporanea è permeata da una molteplicità di influenze e narrazioni. Kronos come simbolo del tempo, si intreccia con le identità culturali che evolvono nel tempo. La danza diventa un mezzo per esplorare le storie personali e collettive, per rivendicare spazi di espressione e per celebrare la diversità. Attraverso la danza, gli artisti possono trasmettere un messaggio di speranza e resilienza, affrontando le sfide del presente e del futuro.  Kronos : "Danza del Tempo tra Mito e Realtà  invita a una riflessione profonda sul significato del tempo e sul suo impatto sulle nostre vite. La danza contemporanea offre un modo per esplorare queste complessità, trasformando il mito di Kronos in un dialogo vivo e pertinente con il mondo attuale. In questo incontro tra mito e movimento, possiamo trovare nuove strade per comprendere la nostra esistenza e il nostro posto nel tempo.

TRIENNIO 2022-2024

TEMA ANNUALITA’ 2024 : SCONFINI

Nel 2024, Ramificazioni Festival, individua nel termine  SCONFINI  il mood culturale, artistico, sociale, antropologico e politico a cui guardare, se non come a un tema da seguire in maniera didascalica, come ad una dimensione sottesa all'operato contemporaneo dell’arte.
Il titolo Sconfini rappresenta un invito al pubblico a considerare che il confine non come limite ma come spazio estremo nel quale dare appuntamento a se stessi e agli altri per riconoscersi e riconoscere il diverso da sé, aprendosi all’accoglienza e sconfinando verso nuovi orizzonti che prima apparivano distanti.

Per il termine sconfinare è un atto di ribellione alle etichette convenzionali e alle comfort zone, attraverso un'offerta ricercata e accurata di spazi aperti all'espressione artistica e agli stimoli emotivi che emergono dalle azioni coreutiche di ogni autore del Festival. L'arte della danza diventa così il veicolo, la tentazione, la proposta di sconfinamento verso la ricerca di un altrove, l'altrove che simboleggia il movimento, lo spostamento che produce sempre nuovi processi di conoscenza.
La settima edizione del Festival, quest'anno, chiude il cerchio di una triennalità dedicata al dei Confini che ha affrontato nel 2022 il tema dell'' "Oltre i conflitti" e nel 2023 quello dei "Conflitti uniti".

TEMA ANNUALITA’ 2023 : CONFINI UNITI

Ramificazioni Festival per l’edizione 2023 vuole indagare il tema dei confini attraverso il concetto di ospitalità, poiché un festival oggi, come istituzione, ha l’esigenza quella di ospitare nuovi linguaggi artistici e farli conoscere ad un ampio pubblico.

Pertanto, se la macro vocazione di modello - festival è quella di avvicinare i confini territoriali, allora ci ricorderemo che il confine non è solo la sanguinante ferita tra due nazioni, l’illusione di un muro, di un filo spinato o solamente un ostacolo alle migrazioni. Il confine è anche un fenomeno globale, presente nella vita di tutti noi, a prescindere da quanto le nostre vite scorrano vicine a un limite
territoriale.

L’arte quindi ci permette di superare anche il limite del confine spingendoci ad osservare la linea che serpeggia su una mappa come una linea che pare cucire una ferita e non crearla, una linea che rendiconta l’itinerario di un viaggio e non il tracciato di una divisione: una linea che collega, anziché separare.

TEMA ANNUALITA’ 2022 : Oltre i conflitti

conflitti sono esperienze quotidiane e costanti della nostra vita: ci si illude di poterli evitare per avere la pace, ma bisogna invece imparare a gestirli.

E’ importante cambiare atteggiamento verso il conflitto, padre di tutte le cose, come dice Eraclito, che può diventare uno spazio di possibile creatività.

Oggi più che mai sono necessarie competenze legate alla comunicazione, che consentano alle diversità di integrarsi e armonizzarsi incontrandosi sul piano simbolico, anziché combattendosi in soprusi e guerre.

In una società complessa, l’arte della convivenza è ancora molto da inventare.

Eraclito dice che attraverso la giustizia c’è sempre discordia, che non ci può essere niente di giusto senza l’ingiusto non ci può essere concordia senza discordia, e che la guerra è il principio stesso del pensiero e del linguaggio. Anche il pensiero deve necessariamente essere costruito su una logica di opposti e di contrari.

In un momento storico come questo, in cui ci si vuol illudere che ci sia un rimedio per tutto, si cercano rapporti perfetti, si soffre perché il conflitto è spesso un dato di fatto, ovunque e nel mondo.

L’accettazione dei contrasti , consente di accorgersi della necessità di imparare a gestire il conflitto come momento di crescita, convivere con situazioni dissonanti, sapendo che spesso non c’è una soluzione, ma è possibile comunque una trasformazione.

L’ARTE È VEICOLO DI TRASFORMAZIONE DI NUOVE VISIONI, DI CAMBIAMENTO, DI CONFRONTO.

Il Festival Ramificazioni propone al pubblico  una visione oltre il conflitti, manifestando la  libertà assoluta che ancora l’arte è capace di donare, più specificamente rivolta a ciò che può dirci sul nostro futuro, non come proiezione di un presente livoroso e conflittuale, ma come spazio di possibile riflessione.

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